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Nasce con la Milan Design Week 2019 la “ Repubblica del Design”, che si localizza sull'asse Lancetti-Dergano-Bovisa e prevede dei “consolati” in ulteriori luoghi milanesi che si riconoscono nello spirito della Repubblica.

 

Nasce con uno spirito “ visionario”: quello di Ghigos (lo studio in-disciplinare per nascita), dei creativi dell’area e delle istituzioni universitarie che sul territorio promuovono quotidianamente la conoscenza e la ricerca, credendo nella forza dell’innovazione e dell’immaginazione; ma anche quello del Comune di Milano, che costantemente supporta la sperimentazione, cercando qualità ambientale e coesione sociale nei territori del progetto. Ed infine quello di POLI.design, che ha deciso di festeggiare il suo ventesimo compleanno aprendosi al territorio, per condividere con i cittadini le scommesse vinte e le sfide del futuro prossimo in un “party di design”.

 

Nasce con uno spirito di “sensibilizzazione”, quello che Enea e GSE perseguono costantemente, promuovendo studi sui nuovi modelli urbani e territoriali di consumo energetico che a Bovisa ora scaturiscono in un futuristico “muro dell’energia”; ma anche quello che molti docenti del Sistema Design del Politecnico di Milano portano avanti quotidianamente - nelle ricerche sul campo qui raccontate in forma narrativa - confrontandosi con passione e professionalità con i temi dell’Autismo, dell’Alzheimer, dell’Huntington e con le pratiche di “costruzione urbana” partecipata.


Nasce con uno spirito “rivoluzionario”, uno spirito che il collettivo ADA (Associazione Designer Anonimi) interpreta perfettamente grazie alla carica sovversiva e propositiva di giovani studenti di Interior and Spatial Design della Scuola del Design, che riprogettando frammenti urbani hanno scelto di mettersi in gioco, direttamente, mettendoci la faccia, anche se sotto le spoglie di “anonimi designer”.


Nasce con uno spirito “dialogico”, promuovendo un confronto intergenerazionale e un ideale passaggio di testimone progettuale: i bambini delle scuole elementari coinvolte da Enea e GSE nel progetto “Kidzdream” costruiscono “sogni urbani” e guidano un TED a parti invertite; i giovani creativi della zona giocano invece a ripensare i grandi classici in chiave tecnologica, “sfidando” il pensiero dei “maestri”. Così Ghigos e Alchimia, così ADA e Paolo Deganello progettano come conoscersi e riconoscersi.  


Nasce con uno spirito “collaborativo”, mettendo a rete le risorse locali: associazioni (da Amico Charly alla Bocciofila di via Candiani), creativi (da MrSmith Studio a CTRLZAK, da Carlo Contin a Foro Studio, tra gli altri) e aziende illuminate (da Be Part a Ideas Bit Factory) allestiscono il quartiere, inseriscono contenuti, regalando un’occasione di rigenerazione urbana e sociale.

L’entusiasmo per questa “Repubblica” è contagioso e coinvolge anche un eterogeneo sistema di attori esterni al territorio: un Museo votato alla ricerca design oriented come il MAC di Lissone ora gioca “in trasferta”, portando tracce di sè e della sua preziosa collezione nei locali storici della Bovisa; un collettivo di street artist usa il “design pittorico” per riqualificare uno spazio urbano irrisolto grazie al contributo di Colorpack e, insieme al MAUA (Museo di Arte Urbana Aumentata), lo trasforma in una favola contemporanea visibile in realtà aumentata.

Persino una contaminazione estera entra nel distretto: Yelab di Weicheng Zhong espone un cortocircuito creativo e un sodalizio progettuale tra Milano e Shanghai, tra il Design Hostel e il ART 72 ROOMS HOTEL.

 

Grazie alla generosità progettuale di tutti questi attori - coordinati dalla regia appassionata di Davide Crippa di Ghigos - nasce così un progetto che ha l’ambizione prima di tutto di consolidarsi nel quartiere, avviando una rigenerazione urbana guidata dallo sguardo del design.

Lontano dalle logiche economiche che, troppo spesso, indirizzano le azioni degli operatori del Fuori Salone, il distretto sull'asse Lancetti -Dergano- Bovisa opta così per un’azione strategica di costruzione di un’infrastruttura “poetica” su cui ripensare la città insieme ai cittadini.

 

Come ricorda il curatore, infatti, “l’iniziativa non riguarda la creazione dell’ennesimo distretto per la Milan Design Week, ma ha un obiettivo più ampio e a lungo termine: rilanciare le aree periferiche come territorio di attività innovative, inclusive e collaborative, luoghi in cui sperimentare nuove e diverse ‘centralità”.